RISULTATI E PROSPETTIVE DI “ITALIA IN GIAPPONE 2001”2001
A quasi un anno dal suo inizio, quando fu inaugurata dal Ministro degli Affari Esteri Lamberto Dini con la “Festa del Cielo” e con l’apertura della grande mostra sulle Corti del Rinascimento, “Italia in Giappone 2001” si sta rivelando senza dubbio un successo che premia l’azione svolta dalla Fondazione per promuovere l’immagine dell’Italia. Un successo all’esterno, verso il Giappone, ed un successo all’interno, nel nostro Paese.
La Fondazione sta gestendo un progetto che, per il valore dei suoi contenuti, per il rilievo presso i media e presso il pubblico giapponese, è diventato, da evento culturale, seppure di amplissimo respiro, un fatto politico nelle relazioni tra i due Paesi.
La formula organizzativa creata, “Fondazione di partecipazione”, ha permesso la collaborazione tra pubblico e privato ed ha reso possibile, in una misura mai riscontrata prima, la presenza dell’intero sistema Italia sullo scenario prescelto. Da più parti si pensa di poter utilizzare la stessa formula come modello per le future iniziative promozionali dell’Italia all’estero.
Delle 330 iniziative, alcune realizzate in più sedi per un totale di circa 700 eventi, che compongono “Italia in Giappone 2001”, circa 2/3 sono già stati presentati. Tutti hanno suscitato un grande – spesso eccezionale – interesse in questo Paese amico dove l’Italia era già ben nota in molti dei suoi aspetti più significativi.

Alcuni dati:
lo spettacolo d’apertura della Rassegna, la grande coreografia all’aperto “La Festa del Cielo”, al quale hanno partecipato circa 30.000 invitati, è stata riportata sulla prima pagina di alcuni dei principali giornali giapponesi per un totale di oltre 32 milioni di copie;
le mostre sulle Corti del Rinascimento e sul Settecento Veneziano e la manifestazione di promozione del prodotto italiano, “Italia Matsuri”, hanno avuto rispettivamente circa 460.000, 290.000 e 260.000 visitatori;
il successo riscosso dalle rappresentazioni del Maggio Musicale Fiorentino (25.375 spettatori, in 10 serate), del Teatro La Fenice (14.000 spettatori, in 7 serate), dell’Orchestra di Santa Cecilia (13.312 spettatori, in 9 serate), del Festival della Musica Contemporanea (5000 spettatori in 3 serate), del Festival Pucciniano nella produzione della “Butterfly nei luoghi di Butterfly” (9000 spettatori in 3 serate ed un’amplissima copertura sui media italiani e giapponesi per aver rappresentato per la prima volta l’opera a Nagasaki);
la mostra su Giorgio De Chirico organizzata dal Nikkei in 5 diverse città ha battuto il record di oltre un milione di visitatori.

La mostra sulle Corti del Rinascimento è stata allestita anche a Roma nella prestigiosa sede delle Scuderie Papali al Quirinale, per consentire anche al pubblico italiano di ammirare capolavori provenienti da ben 60 diversi musei italiani.
Anche la mostra sulla Scultura Italiana del XX Secolo sarà riproposta a Milano.
Seguendo una precisa linea culturale si sono proposte al pubblico giapponese anche mostre di artisti sicuramente importanti ma meno conosciuti in Giappone nonché l’arte contemporanea del nostro Paese.
La mostra su Caravaggio che i Giapponesi hanno deciso di ospitare dopo non poche resistenze accoglie ogni giorno oltre 3000 visitatori battendo con questi risultati tutti i record di affluenza del museo ospitante.
In questa occasione, il quotidiano giapponese Asahi Shimbun, promotore della mostra, ha finanziato il restauro di alcune opere di pittori della Scuola del Caravaggio appartenenti alla Regione Sicilia, così come il Nihon Keiziai Shimbun si era fatto carico di quello della “Primavera” di Botticelli per la mostra sulle Corti del Rinascimento.
Il Design italiano allestito con grande maestria dall’Architetto Toyo Ito e dall’Architetto Andrea Branzi è stato particolarmente apprezzato.
Tutte le iniziative della Fondazione, giova sottolinearlo, sono il frutto congiunto di collaborazioni anche al livello culturale tra i due Paesi.
Particolare attenzione è stata dedicata alla tecnologia, con la mostra “Ricercare”, inaugurata dall’Astronauta italiano Umberto Guidoni grazie alla collaborazione dell’Agenzia Spaziale Italiana, con il Salone della Tecnologia organizzato dall’ICE, con la mostra su gli Ingegneri del Rinascimento, con le iniziative delle singole Aziende italiane come Alfa Romeo, Alessi, Richard Ginori. Nel Programma di Italia in Giappone numerosi sono i seminari dedicati a vari temi come la medicina, con i convegni curati dal nostro Socio Bracco ai quali ha partecipato il Professor Veronesi, la robotica umanoide, l’architettura, le scienze della Terra, la fisica, la Società dell’informazione e l’economia.
In quest’ultimo settore si sono realizzati numerosi eventi con la partecipazione di Unioncamere e delle Camere di Commercio dei due Paesi, dell’Assolombarda, delle Facoltà di Economia di Università Italiane e Giapponesi. Incontri con rappresentanti dei due Paesi, organizzati dal Nikkei, la tredicesima sessione dell’Italy-Japan Business Group, seminari tra giornalisti italiani e giapponesi, incontri economici delle Regioni italiane e delle città gemellate.
Di particolare importanza le visite dei Ministri degli Affari Esteri Dini e delle Attività Produttive Marzano, oltre che del Presidente della Conferenza delle Regioni Italiane Ghigo e della Regione Lombardia Formigoni, che ha avviato una serie di concrete iniziative con l’area del Kansai (Osaka).
Assessori della Campania, Lombardia, Liguria, Emilia, Puglia, Toscana e Lazio hanno organizzato nell’ambito della Rassegna visite e conferenze.
Particolare attenzione è riservata alle piccole Aziende non ancora presenti sul mercato giapponese per le quali si crea l’opportunità di partecipare ad apposite mostre mercato usufruendo anche dei fondi messi a disposizione della Rassegna dalla Finanziaria 2000 ed erogati dal Ministero delle Attività Produttive.
Si sono poi fortemente intensificate le settimane dedicate all’Italia dai grandi magazzini giapponesi. Ben 70 eventi di questo genere, realizzati in molte città del Giappone, hanno visto la partecipazione di oltre 10 milioni di consumatori.
Non poteva naturalmente mancare la moda con la splendida mostra di Krizia, l’iniziativa Cinquant’anni di moda italiana, le iniziative dei Department Stores dedicati a Mila Schön e Roberta di Camerino. Per la gioielleria, Vicenza Oro il più importante salone del settore, ha organizzato sfilate e mostre di grande successo. Il Socio Bulgari, oltre ad aver sostenuto la manifestazione svoltasi alla Tokyo Tower, illuminata per l’occasione con i colori della Bandiera italiana (evento anche questo ripreso da tutti i media giapponesi), ha esposto la sua importante collezione di pitture dedicate ai gioielli. Numerose le iniziative dedicate al cammeo, uno degli oggetti più ambiti dalle signore giapponesi.
La musica ha rappresentato uno dei punti di forza della Rassegna.
Insieme alle grandi tournée dei principali teatri italiani ed ai concerti di vari ensemble si è voluto dare un particolare rilievo alla musica moderna con Berio ed altri compositori di musica contemporanea.
La Fondazione ha coordinato l’arrivo a Nagasaki dei due aerei da turismo che hanno ripercorso la rotta seguita nel 1920 dal pilota Ferrarin, primo collegamento aereo tra Italia e Giappone, la Marina Militare ha organizzato la crociera della nave San Giusto e della Orsa Maggiore mentre l’Arma dei Carabinieri ha avuto un travolgente successo sfilando per la strada principale di Tokyo e nei concerti tenuti congiuntamente con la Banda della Polizia giapponese.
65.000 tifosi hanno assistito alla partita amichevole tra le due Nazionali al Saitama Stadium 2002, evento particolarmente difficile da organizzare e che è stato reso possibile solo grazie all’impegno del Presidente Umberto Agnelli.
Il Cinema italiano ha proposto una rassegna dedicata ai film contemporanei ed una rassegna storica. Va sottolineato che 54 film sono stati sottotitolati in giapponese e rimarranno un patrimonio importante per la migliore conoscenza del nostro cinema in Giappone.
L’ENIT, che ha dato un grande supporto all’iniziativa ha organizzato vari eventi che hanno coinvolto il turismo, uno dei settori di maggior interesse per il nostro Paese.
La Mille Miglia, le rappresentazioni di folklore di varie città italiane, il Teatro per ragazzi, la mostra e i seminari sull’Educazione infantile, la Fiera del Libro organizzata dall’ICE, la collocazione di copie di alcune sculture italiane costituiscono una cornice di grande richiamo.
La Fondazione ha voluto dare un grande rilievo agli eventi legati all’incontro tra le due culture. Artisti dei due Paesi, le mostre del Chiossone, le cartoline della collezione del Gaudio, le porcellane di Iko, le sculture di Kan Yasuda, il Colle della Speranza la monumentale scultura in marmo di Carrara dell’artista Kuetani, la mostra fotografica di Fosco Maraini, l’Italia vista dai fotografi giapponesi.
La Rassegna è presente su tutto il territorio giapponese (43 prefetture giapponesi su 47 ospitano eventi di “Italia in Giappone 2001”) e coinvolge in maniera articolata le differenti realtà territoriali italiane con lo scopo di presentare “l’Italia delle cento e cento città” e questo anche grazie alla rinnovata collaborazione con le 42 Associazioni di Amicizia Giappone Italia e le 23 Città Gemellate che l’Ambasciatore Menegatti, il Dottor Agnelli ed il Dottor Ishikawa hanno, per la prima volta quest’anno, radunato in una grande festa presso l’Ambasciata d’Italia.
Ancora altri dati: una media di circa 40 eventi al mese, più di 20 città coinvolte, 5 milioni circa di visitatori paganti e circa 30 milioni di visitatori e spettatori alle manifestazioni ed alle fiere dedicate ai prodotti italiani organizzate dai Department Stores, un numero consistentissimo di contatti creati attraverso i media giapponesi. Nei primi otto mesi dall’inaugurazione della Rassegna sono apparsi circa 2.300 articoli (una media di 9 articoli al giorno) su quotidiani e riviste giapponesi; sulla stampa italiana sono apparsi circa 1.000 articoli, un numero del tutto eccezionale se confrontato con l’episodico interesse fin qui riservato al Giappone dai nostri media.
Rilevante anche il ritorno sulle reti radiofoniche e televisive spesso con trasmissioni dedicate all’Italia ed alla Rassegna.
E’ doveroso sottolineare il carattere di vero e proprio evento culturale della straordinaria mostra su Caravaggio e i suoi seguaci, inaugurata dal Sottosegretario Sgarbi, della mostra sull’Arte del XX secolo (allestita al Museo di Arte Contemporanea), della mostra sull’Arte di Siena, tratta dalla Collezione Chigi Saracini (allestita alla Tokyo Station Gallery, alla cui inaugurazione ha partecipato l’Imperatrice) e della mostra su Pompei e i suoi abitanti (ospitata all’Edo Tokyo Museum), alla quale spetta per ora il primato della mostra più visitata nella storia ventennale del museo: in 73 giorni 380.000 visitatori. Con le altre 4 sedi nelle quali sarà allestita, raggiungerà probabilmente il milione di visitatori.
Le mostre sul Caravaggio, sull’Arte di Siena e sull’Arte Contemporanea, così come altre manifestazioni come la Banda dei Carabinieri (alla cui parata lungo la strada principale di Tokyo hanno assistito circa 30.000 persone) e la mostra mercato sugli artigiani di Firenze, hanno avuto il valore simbolico di testimonianza della volontà dell’Italia di continuare il dialogo internazionale, al più alto livello, quello della cultura, malgrado le difficoltà poste dall’emergenza terroristica nel mondo.

Per marcare il concetto di una presenza permanente dell’Italia, saranno lasciati dei “segni ” in Giappone. La copia della Lupa Capitolina che è stata collocata il 13 novembre presso il Tokyo Stadium, il dono di una grande opera di Arnaldo Pomodoro e di un Giardino all’italiana che sarà realizzato con la collaborazione culturale ed economica della Regione Toscana.
Sarà forse opportuno ricordare con qualche maggiore dettaglio quale sia il profilo ed il valore della nostra Rassegna.
“Italia in Giappone 2001” è la più grande manifestazione mai organizzata per la promozione dell’immagine dell’Italia all’estero: inaugurata il 19 marzo 2001 presenta l’arte, la tecnologia, i prodotti, la cultura e la creatività italiane con lo scopo di consolidare e approfondire presso un grande Paese amico la conoscenza della nostra realtà.
Per più di un anno, fino al giugno del 2002, la Manifestazione rappresenta una vetrina sull’Italia attraverso la quale anche la moda, il design, l’artigianato, il turismo, l’agro-alimentare, lo sport, contribuiscono a dare ampia visibilità allo stile di vita italiano.
La realizzazione di un progetto così ambizioso ed impegnativo è stata possibile grazie ai tradizionali rapporti di amicizia che legano l’Italia e Giappone e alla collaborazione tra i due Governi.
L’iniziativa della costituzione della Fondazione di partecipazione “Italia in Giappone 2001”, posta sotto la presidenza del Dottor Umberto Agnelli, in cui confluiscono pubblico e privato, risale ad una decisione congiunta presa dal Ministero degli Affari Esteri e dall’Associazione Italia Giappone. Vi hanno quindi aderito diversi altri Ministeri: il Ministero delle Attività Produttive, dei Beni e delle Attività Culturali, dell’Università e della Ricerca Scientifica, delle Comunicazioni, delle Politiche Agricole, della Difesa, l’Ufficio del Ministro degli Affari Regionali.
Contribuiscono alla realizzazione della Rassegna, insieme all’ICE, all’ENIT ed all’Istituto di Cultura italiano e la Camera di Commercio italiana di Tokyo, Amministrazioni locali, innumerevoli Associazioni culturali e scientifiche ed il sistema imprenditoriale italiano nel suo insieme, rappresentato dai nomi più noti dell’industria e della banca. Le aziende private italiane che aderiscono all’iniziativa sono l’altro elemento chiave per la riuscita della Manifestazione.
In Giappone opera insieme alla Fondazione, un Comitato promotore, guidato dal Presidente dell’Associazione Giappone Italia, Rokuro Ishikawa e composto dai rappresentanti di alcune delle più importanti Aziende giapponesi. L’Ambasciatore Menegatti e l’Ambasciata d’Italia a Tokyo svolgono un fondamentale ruolo di coordinamento e di rappresentanza del Governo.
Le risorse, non solo finanziarie ed umane, mobilitate per la manifestazione sono considerevoli. I fondi pubblici comprendono 6,5 miliardi messi a disposizione della Fondazione tramite il Ministero degli Esteri, dalla legge 252/2000; 8,5 miliardi garantiti dalla finanziaria 2000 tramite il Ministero delle Attività Produttive per i Consorzi alle esportazioni delle piccole e medie imprese che partecipano ai programmi della Rassegna; 6,5 miliardi accantonati dalla stessa finanziaria in favore delle attività culturali inserite nel programma della Rassegna ed erogati tramite il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
I fondi privati sono frutto di una campagna di “fund raising” avviata dalla Fondazione che ha consentito di raccogliere fino ad ora circa 5 miliardi da Aziende italiane ed Istituti bancari.
Altro aspetto fondamentale dell’articolazione di “Italia in Giappone 2001” sono le intese concluse con grandi gruppi editoriali giapponesi come il Nihon Keizai Shinbun, l’Asahi Shinbun, il Sankei Shinbun e la Fuji Television,; senza dimenticare che altri soggetti quali la NHK Promotion, la TBS Television, i quotidiani Yoimiuri Shinbun, Mainichi Shinbun, Kobe Shinbun e la I&F Inc., hanno dato un significativo contributo alla realizzazione della Rassegna. Questo metodo di cooperazione si è rivelato particolarmente fruttuoso. L’esperienza avuta fino ad ora dimostra che lì dove si è lavorato d’intesa con i giapponesi e ci si è calati nella complessità e diversità del loro modo di vedere, si è riusciti, attraverso un processo di mediazione tra i diversi punti di vista, ad ottenere risultati eccellenti. Basti pensare che il costo di produzione della Rassegna a carico delle controparti giapponesi è di circa 250 miliardi al netto di quelli di promozione.
Questi ultimi hanno a loro volta un incidenza assai rilevante nella spesa totale e consentono di ottenere quello che è forse il maggior risultato dell’intera Rassegna. La spesa pubblicitaria, infatti, sostenuta quasi esclusivamente dai grandi media giapponesi, offre all’Italia un amplissima visibilità sul mercato giapponese (tramite televisioni, pagine di quotidiani e periodici, avvisi pubblicitari stradali e sui mezzi di trasporto etc.).
Per l’ampiezza e per il suo significato, “Italia in Giappone 2001” rappresenta dunque molto più di una grande manifestazione culturale ed economica: promuove presso il pubblico giapponese l’immagine complessiva dell’Italia, permette, attraverso i suoi meccanismi organizzativi, al nostro Paese di fare sistema e di presentarsi per ciò che esso è: un Paese di antica cultura che ha oggi rilevanti punti di eccellenza nella tecnologia più avanzata e nelle produzioni industriali più innovative.
La Rassegna è frutto di una lunga preparazione e spalanca molte porte: all’imprenditoria e al modo culturale e scientifico italiani spetta il compito di approfittare delle opportunità che si presentano e che si presenteranno.
“Italia in Giappone 2001” costituisce infatti per gli operatori italiani, sia economici che culturali e scientifici, una occasione eccezionale, e certo irripetibile nel prossimo futuro, per presentarsi sulla scena nipponica in un momento in cui l’attenzione del pubblico giapponese è più che mai attratta dal fenomeno italiano, e le molteplici iniziative previste creano sinergie tra di loro in funzione di una particolare visibilità dell’immagine dell’Italia.
E’ necessario però guardare al futuro e trasformare questo successo in rapporti ancora più intensi con il Giappone, che servano a promuovere più scambi, più investimenti diretti, più contatti culturali; a ribadire, in altre parole, ai nostri amici giapponesi che “Italia in Giappone 2001” non si esaurisce in se stessa ma è destinata ad avere dei seguiti significativi nel dialogo tra i due Paesi.

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