COMUNICATO STAMPA

CARAVAGGIO E I SUOI PRIMI SEGUACI
Tokyo, Museo Teien: 28 settembre - 16 dicembre 2001
Okazaki, 22 dicembre 2001 - 24 febbraio 2002

La mostra, che prevede l'esposizione di una cinquantina di dipinti, si apre sulla figura e l'opera di Caravaggio e si conclude con gli artisti che furono attratti dalla sua rivoluzionaria pittura. Attraverso questi capolavori viene tracciato il percorso del naturalismo caravaggesco da parte di pittori non solo italiani, ma anche francesi, fiamminghi e spagnoli - tutti a Roma nel secondo decennio del 1600 - che insieme diedero vita al primo vero movimento artistico di dimensione europea.
E' la prima volta che Caravaggio viene esposto in Giappone, e l'inaugurazione della mostra (il 29 settembre 2001, al Museo Teien di Tokyo) avviene in singolare coincidenza proprio nel giorno in cui si compie il 430° anniversario della nascita del grande Maestro del Seicento.
La mostra prende in esame quello che può essere definito - dopo il grande periodo del Rinascimento fiorentino - un momento cruciale della pittura italiana. Un periodo che nasce negli ultimi anni del XVI secolo in una Roma ancora in crisi per il trauma dello scisma luterano e che si sviluppa, con sempre maggior vigore, attraverso il regno di quattro importanti Pontefici: Clemente VIII Aldobrandini, Paolo V Borghese, Gregorio XIV Boncompagni, Urbano VIII Barberini. Questo irripetibile momento durò pochi anni, appena quaranta, dal 1595 al 1635 circa, ma dagli avvenimenti accaduti in questi anni dipende gran parte dello sviluppo che le correnti artistiche europee hanno avuto fino alla fine del XVII secolo.

Uno dei protagonisti indiscussi di questo straordinario periodo fu il lombardo Michelangelo Merisi (nato a Milano il 29 settembre 1571, e morto - a soli 39 anni - a Porto Ercole il 18 luglio 1610).
Soprannominato Caravaggio, fu il creatore di una nuova, suggestiva, rivoluzionaria rappresentazione della realtà: una interpretazione basata su una nuova concezione della luce e su una forma pittorica estremamente realistica del tutto indipendente dai canoni del vecchio manierismo e alternativa agli sviluppi della corrente classicista.
Nei due decenni successivi le basi gettate da Caravaggio furono raccolte e sviluppate da artisti giunti a Roma dalle più importanti nazioni d'Europa, attirati dalla fama del Maestro lombardo, dalla possibilità di studiare il nuovo linguaggio formale da lui inaugurato, nonché dalle ricche committenze della Roma papale.

Per la prima sezione della mostra, dedicata alle opere di Caravaggio, sono state scelte le opere più significative (circa una decina) della produzione del grande artista lombardo in modo da documentare nella maniera migliore la sua complessa produzione. Da segnalare, in particolare, il gruppo di pitture giovanili "chiare", databili ai primi anni del soggiorno romano (circa 1593 - 1599), prima del clamoroso debutto pubblico di Caravaggio avvenuto in occasione dell'Anno Santo 1600 con le tele della Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi, a Roma. A queste sono accostate le opere della prima maturità, nelle quali sono già ben presenti le caratteristiche di ricerca luministica maturata dal grande pittore.

L'ultimo, drammatico, periodo di Caravaggio è ben documentato dalle due opere provenienti dalla Galleria Borghese e dalla Galleria Barberini: il San Girolamo e il San Francesco di Carpineto Romano, quest'ultimo recentemente restaurato con effetti sorprendenti.

Nella seconda sezione della mostra vengono esposte opere dei primi seguaci, tutti di formazione tardo-manieristica, che non sempre attuano in pieno il messaggio caravaggesco, spesso - anzi - sovrappongono il nuovo linguaggio del Maestro lombardo a modelli compositivi del tardo Cinquecento giungendo in tal modo a risultati di grande interesse, fondamentali per comprendere nel modo migliore il significato della pittura di Caravaggio.
Attraverso l'opera dei primi seguaci, l'eredità di Caravaggio (assente da Roma dal 1606) sarà trasmesso ai numerosi artisti che, da ogni parte d'Italia e d'Europa, accorsero a Roma nel corso del secondo decennio del '600.

Alla seconda generazione dei caravaggeschi, è dedicata la terza e ultima sezione della mostra. Attiva nel secondo e nel terzo decennio, la seconda generazione dei caravaggeschi è composta da giovani pittori, nati negli ultimi due decenni del '500, che si formano direttamente sulle opere di Caravaggio assimilandone apparentemente lo spirito ma modificandolo secondo le loro personali inclinazioni.
Di grande interesse sono, soprattutto nel secondo decennio, le numerose presenze di giovani artisti stranieri, richiamati a Roma dalle grandi committenze papali e dalla fama che si era conquistata la nuova pittura caravaggesca che, con rapidità veramente straordinaria, si era diffusa in tutta Europa. Accanto agli stranieri (soprattutto francesi, fiamminghi, tedeschi e spagnoli) importante fu la presenza di pittori italiani provenienti da varie parti d'Italia i quali intrecciarono le loro esperienze con quelle dei loro coetanei d'oltralpe, dando così vita ad uno dei più stimolanti movimenti creativi della storia della pittura, tale da poter essere considerato il primo a carattere veramente europeo.

 

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