COMUNICATO STAMPA

POMPEI E I SUOI ABITANTI
SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA DI POMPEI - UNIVERSITA' DI TOKYO
Tokyo, Edo Tokyo Museum:
dal 7 agosto 2001 al 28 ottobre 2001
Kobe, City Museum:
dal 9 novembre 2001 al 20 gennaio 2002
Nagoya, Aichi Prefectural Museum:
dal 8 febbraio 2002 al 7 aprile 2002
Kagoshima, City Museum of Art:
dal 16 aprile 2002 al 26 maggio 2002
Shimane, Prefectural Museum:
dal 7 giugno 2002 al 21 luglio 2002

Pompei e i suoi abitanti, è una mostra che, per la prima volta, ricostruisce le straordinarie conoscenze naturali, scientifiche e tecniche degli antichi abitanti della città vesuviana e presenta al pubblico oggetti e testimonianze figurative, molte delle quali mai esposte in precedenza. Sono circa 350 i reperti archeologici scelti per l'esposizione; provengono da Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia e illustrano le conoscenze naturalistiche, scientifiche e tecniche dei romani di due millenni fa. Si tratta di strumenti di lavoro, di oggetti di uso quotidiano, di attrezzi agricoli: di ciascuno di essi viene data una descrizione dei materiali di cui erano costituiti e dell'uso cui erano destinati, del loro funzionamento e della loro provenienza, del rapporto con l'uomo che li progettava, li costruiva e li utilizzava.

Oggetti artistici, statue, affreschi, mosaici arricchiranno il percorso di visita e saranno letti come preziosi documenti per trarre - di volta in volta - informazioni sulla cura delle malattie più comuni, sul modo di allevare i pesci, sul funzionamento di un antico contagiri, sull'utilizzo di strumenti chirurgici e di precisione, sul modo di sollevare l'acqua sulle varietà faunistiche e floreali, ma anche le tecniche di lavorazione dei metalli, delle sabbie e dei prodotti agricoli dell'antica Pompei.

Pompei e i Suoi Abitanti
mobilita diverse competenze per coinvolgere il visitatore in una scoperta dell'antichità così da mostrare come viveva la città quand'era ancora viva. Il progetto scientifico della mostra, sviluppato dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici di Pompei, è il frutto di analisi e studi condotto in collaborazione con 25 équipes internazionali di ricercatori operanti in molti ambiti disciplinari ed appartenenti ad istituti italiani e stranieri: archeologici e fisici, storici della scienza e chimici, ingegneri e astronomi, biologi e antropologi, geografi e storici dell'agricoltura, zoologi e medici, idraulici e urbanisti hanno partecipato alla campagna di ricerche e hanno elaborato i dati e le interpretazioni che ora la mostra presenta al pubblico giapponese.
Le ricognizioni sui criteri impiegati per la realizzazione delle opere più complesse hanno consentito di comprende i meccanismi che regolavano il funzionamento di numerosi congegni, molti dei quali vengono riprodotti per la mostra affinchè il pubblico possa vederli in funzione. Il visitatore potrà, infatti, azionare un tornio per l'argilla, muovere macchine idrauliche, o studiare il funzionamento dell'odometro: questo era un dispositivo (che può essere considerato l'antenato del contachilometri) che veniva applicato ai carri e che - ogni 400 giri della ruota, equivalenti a un miglio romano - faceva cadere un sassolino in un recipiente.
La mostra prevede anche un prodotto multimediale realizzato con effetti spettacolari, sonori e visivi, per ricostruire, con forte coinvolgimento emotivo del visitatore, l'eruzione del 79 d.C. Sarà possibile "rivivere" la catastrofica eruzione di duemila anni fa ed esaminare gli effetti che essa ebbe sulla Casa di Giulio Polibio.


 

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