COMUNICATO STAMPA

RICERCARE
Mostra sulla scienza e la tecnologia in Italia, dal Rinascimento ad oggi
Tokyo, Museo Nazionale delle Scienze: luglio - settembre 2001

La mostra dedicata alla scienza e alla tecnologia in Italia, dal Rinascimento ad oggi, si propone di illustrare sia le caratteristiche e i risultati della ricerca italiana sia la qualità dell'offerta tecnologica e produttiva del nostro Paese, muovendo dalle realizzazioni di Leonardo da Vinci sino a quelle del XX secolo. I grandi temi della scienza contemporanea (quali la fisica subnucleare, l'esplorazione dello spazio, le biotecnologie, lo studio della materia), dai quali l'Italia non è assente, diventano l'occasione per sviluppare e padroneggiare tecnologie in grado di diventare protagoniste del ciclo produttivo.
Già il titolo "Ricercare" (con il suo esplicito richiamo all'antica forma musicale nella quale l'ispirazione artistica e il rigore sperimentale contribuivano insieme al progresso della conoscenza) è punto di partenza per l'immagine di un'Italia tutta basata sulle fascinazioni del gusto e dell'estro: si pensi al design, alla moda, allo stesso artigianato di elevata qualità estetica. Punto di arrivo (attraverso il coordinamento di un Comitato Scientifico che include i Presidenti dei maggiori enti italiani della ricerca, dal CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche - all'ENEA - Ente Nazionale per le Energie Alternative -, dall'INFN - Istituto Nazionale di Fisica Nucleare - all'ASI - Agenzia Spaziale Italiana -, e con la collaborazione del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica di Milano, del Museo di Storia della Scienza di Firenze e di altri musei a carattere scientifico e tecnologico) è l'immagine dell'Italia moderna che sa fare i suoi conti anche sul versante dell'organizzazione e del metodo.
Il confronto con la realtà giapponese, che è tra quelle tecnologicamente più avanzate del mondo, impone alla mostra di esporre l'autentico valore aggiunto della ricerca italiana: non solo, quindi, l'esibizione di una serie di primati tecnologici o industriali che pur non mancano (da quelli di Volta e Pacinotti, di Meucci e Marconi, per arrivare ai "Premi Nobel" Fermi, Rubbia, Levi Montalcini), ma l'occasione di cogliere le motivazioni e le finalità della proposta conoscitiva dell'Italia inserendole in una visione armonica del rapporto tra uomo e mondo, così come è venuto sviluppandosi dal Rinascimento ai giorni nostri.
La mostra si articola su due percorsi, entrambi caratterizzati da un impianto scenico a cornice rinascimentale che ne vuole sottolineare - anche nello schema della pianta espositiva - la dimensione storica e culturale.

La prima parte della mostra , che va da Leonardo da Vinci a Galileo Galilei, ha un carattere storico più accentuato e illustra le radici umanistiche della ricerca scientifica e tecnologica italiana.
Si apre su una elaborazione tridimensionale del disegno leonardiano conosciuto come "Uomo di Vitruvio" (conservato all'Accademia di Venezia), per poi esemplificare i progressi della conoscenza nella relazione tipicamente rinascimentale tra uomo e mondo, espressa convenzionalmente nel sistema dei cinque sensi: i quali, nel loro diverso articolarsi, vengono rappresentati come metafore del progresso tecnologico, intendendo cioè la tecnologia come estensione e rafforzamento di questo o di quel senso.
Si chiude - questo primo percorso - con un'area dedicata a Galileo Galilei, allestita con la collaborazione del Museo di Storia della Scienza di Firenze. L'obiettivo è quello di dimostrare come nell'opera di Galilei il potenziamento delle capacità sensoriali dell'uomo, attraverso l'uso di strumenti scientifici e tecnologici abbia dato origine ad una nuova concezione e visione del mondo, aperte alla operosità e alla intraprendenza dell'uomo.

A questa nuova concezione si ispira il secondo percorso della mostra, dedicato alla creatività scientifica e tecnologica e alle grandi intuizioni che - come una volta la filosofia naturale o l'alchimia - puntano a conoscere il mondo nei suoi interni meccanismi di funzionamento, per sostituire al sogno rinascimentale di un mondo a misura di uomo il sogno moderno di un uomo a misura di mondo: la ricerca, cioè, che ormai si inoltra al di là dei confini dei sensi, per raggiungere i regni dell'infinitamente piccolo e dell'infinitamente grande.
In questa seconda parte della mostra, le nuove frontiere della ricerca sono suddivise - in base ai legami prevalenti della scienza e della tecnologia italiana - in quattro aree tematiche, ognuna intitolata ad uno dei "Premi Nobel" conferiti a scienziati italiani e introdotta da un protagonista della scienza e della tecnologia dei secoli scorsi:

  1. l'energia: l'attività di Enrico Fermi ed il suo laboratorio di Via Panisperna, quasi commovente nella sua spartana semplicità; il laboratorio, gli ambienti di lavoro e le realizzazioni di Alessandro Volta (1745-1827);
  2. la materia: l'attività di ricerca di Giulio Natta, con una collezione di materie plastiche ( e di oggetti con esse realizzate) con le quali ha avuto inizio, mezzo secolo fa, l'era segnata dalla materia che ha letteralmente cambiato molti degli aspetti pratici ed estetici della vita quotidiana; gli esperimenti di Evangelista Torricelli (1608-1647);
  3. il corpo: le ricerche di Rita Levi Montalcini sugli effetti del fattore di crescita neurologica; le ricerche anatomiche e le scoperte di Marcello Malpighi (1628-1694);
  4. il cosmo: le ricerche di Carlo Rubbia e le realizzazione del Laboratorio per i Raggi Cosmici del Gran Sasso; le celebri ricerche astronomiche di Giovanni Schiapparelli, al quale - verso la metà dell'Ottocento - tutta la comunità scientifica europea tributò grandi onori per la scoperta dei cosiddetti "canali di Marte"; in quest'ultima area tematica vengono anche presentati i progetti internazionali ai quali partecipano l'Italia e il Giappone, relativi alla costruzione e al lancio di satelliti telescopici a largo raggio.

Dal duplice itinerario della mostra emerge l'idea di sintesi - tra qualità e quantità, tra forma e contenuto, tra buono e bello, tra efficienza ed efficacia - che caratterizza la ricerca in italia, nella confluenza di culture umanistiche e di cultura scientifica.

Il messaggio conclusivo e fondamentale di questa mostra è all'insegna dei moderni mezzi di comunicazione, le cui radici risalgono alle ricerche di Guglielmo Marconi. Infatti a chiudere il percorso espositivo c'è la ricostruzione di una parte della nave "Elettra" (con strumenti originali messi a disposizione dal Museo Storico delle Telecomunicazioni di Roma e dalla Fondazione Marconi di Bologna) che si affianca ad una postazione interattiva dalla quale sarà possibile ascoltare - entro caschi appositamente realizzati - tutte le radio del mondo, attraverso una semplice digitazione delle relative frequenze. E' un esplicito richiamo alla "voce", quale segno della comunicazione tra i popoli, per confermare il ruolo che la ricerca italiana ha svolto per proporre una migliore qualità della vita e, soprattutto, per perseguire un più aperto e più coinvolgente dialogo tra tutte le genti della Terra.

 

 

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